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A 15 anni dalla sua nascita, Spotify sfiora i vertici del settore del digital audio. Cosa ha determinato il suo successo? Certo, la distribuzione sempre più crescente degli smartphone è stato un fattore non indifferente. Si tratta senza dubbio del mezzo più utilizzato per il consumo di contenuti audio in forma digitale (ben il 68% degli italiani!). Lo sviluppo di tecnologie più recenti, il cosiddetto “Internet of things” delle Connected Cars, degli Smart Speakers e delle SmartTV, ha contribuito ad accrescerne il successo. 

A non molta distanza dal suo ingresso, il Digital Audio Advertising ha conquistato il mondo del digital marketing. E Spotify si è rivelato un vettore particolarmente efficace di contenuti pubblicitari. 

 

Un formato “fit” con il nostro tempo

 

Perché tanto successo? Il formato digital audio è perfettamente compatibile con lo scenario odierno: sfrutta un mondo connesso, nel quale possiamo contare su informazioni istantanee e in cui non siamo più disponibili ad attendere a lungo delle risposte. Sono contenuti fruibili nell’immediato, anche quando si fa altro, e non richiedono un grosso sforzo cognitivo da parte dell’utente. Insomma sono contenuti “smart” che si adattano agli stili di vita del secondo millennio e  non possono che essere accolti con entusiasmo. 

 

L’Olimpo del digital audio: Spotify

 

Tra le piattaforme per contenuti audio più scaricate in Italia, al primo posto troviamo (anche senza rullo di tamburi) Spotify. L’applicazione di casa svedese ha conquistato le classifiche italiane per una serie di motivi, tra i quali gli abbonamenti accattivanti. Basandosi su un modello freemium, la versione gratuita concede l’ascolto di brani a patto che ci si presti a pochi secondi di pubblicità ogni trenta minuti. Questa soluzione sembra conciliare perfettamente i bisogni di utenti e inserzionisti. 

 

Le ragioni del successo

 

Cosa stimola l’interesse delle imprese che interagiscono sempre di più con il mondo del digital audio? I contenuti in questo formato sembrano raggiungere un KPI soddisfacente e per questo Spotify si rivela uno strumento efficace in una strategia di marketing. Ed eccone le ragioni. 

 

Il tempo è denaro

L’espressione non potrebbe essere più azzeccata. La lunghezza dell’annuncio è, infatti, determinante per il successo della campagna: la versione free di Spotify permette l’ascolto di brani con un’interruzione ogni mezz’ora per la trasmissione di tre annunci di una durata massima di 30 secondi ciascuno, per un totale di 1 minuto e mezzo al massimo di pubblicità. Insomma, un compromesso più che accettabile per l’utente che non verrà infastidito eccessivamente dagli spot. Inoltre, l’unica via d’uscita per evitarli è quella di chiudere l’app, perdendo così la propria traccia musicale, probabilmente uno dei motivi per cui raggiungono ben il 90% di ascolti completi.

 

Everywhere at anytime 

Per consumare i contenuti, l’utente non necessita di uno schermo: potrà ascoltare musica e annunci ovunque si trovi, al supermercato o al lavoro, e in qualunque momento, mentre guida o mentre pulisce casa. 

 

Profilazione data driven

Una campagna in formato digital audio consente di profilare il target secondo caratteristiche socio-demografiche, geografiche o per interessi. Inoltre, Spotify dà la possibilità di selezionare il target anche per dispositivo e per stato d’animo. Attraverso l’ascolto di un brano piuttosto che di un altro la piattaforma è in grado di comprendere se l’utente può rappresentare un potenziale cliente per l’advertiser. Incredibile, vero?

 

Insomma, il digital audio advertising può rivelarsi una strategia di marketing decisamente efficace se sfruttato nel modo corretto e con il supporto di professionisti del settore. 

 

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